I carburanti definiti bancomat di Stato

di Alba D'Alberto Commenta

Ormai se ne parla in continuazione: il prezzo del barile scende ma non cala allo stesso modo il costo dei carburanti. Il perchè è tutto nelle accise, usate dallo Stato come una sorta di bancomat. Quindi porsi la domanda in questione è un po’ come cercare di capire perché le lotterie e il gioco d’azzardo non siano messi definitivamente al bando. 

La situazione del nostro Paese è complessa soprattutto in relazione alla tasse che sono applicate al prezzo della benzina. In un articolo pubblicato da Repubblica.it si spiega con i dati statistici, quello che succede in Italia.

“In Italia cala il prezzo dei carburanti, ma aumenta l’incidenza fiscale sulla composizione del prezzo finale – osservano all’Anfia – In Italia il prezzo industriale dei carburanti ha subìto invece una contrazione, nel 2015 rispetto al 2014, del 21% per la benzina, del 24% per il gasolio e del 26% per il Gpl. Il peso della componente fiscale, invece, ha continuato a salire e ad incidere sempre di più sul prezzo alla pompa dei carburanti. Nell’anno 2015, le imposte (Iva+Accise) hanno pesato mediamente per il 65% sul prezzo della benzina, contro il 61% di un anno fa; il 62% sul prezzo del gasolio, contro il 56% di un anno fa; il 42% sul prezzo del Gpl, contro il 37% di un anno fa. Il prezzo alla pompa è quindi diminuito solo del 10% per la benzina, del 13% per il gasolio e del 20% per il Gpl. A dicembre 2015, per un pieno di 50 litri di gasolio sono stati pagati mediamente 65,4, euro con un risparmio di 9,2 euro rispetto a dicembre 2014; il risparmio per 50 litri di benzina è stato invece di 6,7 euro e per 50 litri di Gpl è stato di 4,4 euro”.

 

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