Le multe del futuro? In proporzione alla cilindrata dell’auto

di Alba D'Alberto Commenta

 Il costo delle sanzioni proporzionato all’altezza della cilindrata della propria automobile. Questa la proposta di legge esposta in Parlamento da parte del deputato del Movimento Cinque Stelle Michele Dell’Orco.

Dell’Orco ha un piano ben preciso, nonché argomentazioni che sono in grado di supportare la sua tesi:

Ogni anno vengono staccate circa 14 milioni di multe: 1600 ogni ora. La maggior parte di queste rimangono inevase, lasciando buchi milionari nei bilanci delle amministrazioni per le quali tale strumento ormai costituisce semplicemente un modo per fare cassa. Si tratta di una forma di ‘rastrellamento’ che non tiene in alcun conto le distanze economiche tra cittadino e cittadino.

Discorsi che, in qualche modo, sono all’altezza della situazione vigente. E’ però opportuno andare per gradi. Per alcuni soggetti è noto che una multa si configuri come un pesante salasso, mentre per altri rappresenta poco più di una seccatura. Il risultato è che il meccanismo sanzionatorio, così come statuito al giorno d’oggi dal codice della strada, non è dissuasivo allo stesso modo per tutti i soggetti, dal momento che la multa comminata per una stessa infrazione, in proporzione, rappresenterà una pena maggiore per un soggetto con un reddito basso rispetto a uno dal reddito più elevato.

La soluzione a questa distorsione del sistema c’è, ed è già adottata efficacemente in diversi Paesi: saldare la multa in proporzione alla propria capacità contributiva. Il parametro della condizione economica fondata sulla potenza del veicolo guidato è in linea con il principio già adottato per il bollo auto. In questo frangente più il mezzo è potente, più paghi. La potenza del motore andrebbe dunque ad influenzare il costo di base del veicolo e, dunque, potrebbe essere considerato indicativamente un elemento valido per fornire un’indicazione sulle capacità economiche del suo proprietario.

 

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