Superare i 600 km/h è possibile anche con un’auto elettrica

di marco mancini Commenta

600 km/h auto elettrica

La critica principale che viene mossa alle auto elettriche è di essere poco più che giocattoli. Di solito non superano i 100 km/h (o quando lo fanno è di poco), hanno poca autonomia e ci mettono una vita a ricaricarsi. Anche per questo motivo finora questo mercato non è decollato, ma la tecnologia galoppa e, anche con imprese come quella che stiamo per raccontarvi, può dare un’accelerata a questo settore.

Il miracolo della tecnica questa volta si chiama Jamais Contente, “mai contenta” in francese, ed è quella che si prefissa l’obiettivo di diventare l’auto più veloce del mondo. O almeno una delle più veloci. Realizzata dalla francese Venturi, in collaborazione con il Centro Ricerca Automotive dell’Università dello Stato dell’Ohio, quest’auto 100% elettrica sfreccerà sul lago ghiacciato dello Stato americano con l’obiettivo di raggiungere i 600 km/h e magari arrivare anche a 700.

La vettura è dotata di ben 3 mila cavalli ed è stata battezzata in quel modo in onore del conte Camille Jenatzi che nel 1899 fu il primo a guidare un’auto in grado di superare i 100 km/h. Da allora, è proprio il caso di dirlo, il settore ne ha fatta di strada, battendo record su record. L’ultimo, quello che la Jamais Contente ha intenzione di battere, è quello dell’auto diesel più veloce del mondo, la JCB Dieselmax che l’anno scorso raggiunse i 563,4 km/h. Questo record dovrebbe essere battuto senza problemi visto che i 600 km/h, quasi quanto un aereo di linea, sembrano pressoché garantiti.

Ad avere l’onore dell’impresa sarà Roger Schroer, uno dei pochissimi piloti al mondo in grado di superare la soglia delle 300 miglia orarie (482,8 Km/h), che farà le prime prove durante il mese di agosto per poi tentare di battere il record, che verrà registrato dai giudici della FIA, tra il 12 ed il 18 settembre prossimi. Sia che ce la faccia che non ce la faccia, si tratta di una svolta tecnologica epocale per l’auto elettrica. Provate a chiamarla giocattolo adesso.

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