Auto rubate, nata rete europea anti-furto

di marco mancini Commenta

 

 

La tecnologia degli antifurto per l’auto è molto avanzata e di certo non è come quella di qualche decennio fa quando un’auto si rubava ad occhi chiusi. Eppure la piaga dei furti non è ancora stata completamente debellata. Anzi, secondo gli ultimi dati sembra in Europa spariscano 400 mila veicoli ogni anno, di cui solo la metà viene poi ritrovato. Un lusso che non ci possiamo permettere e che le principali compagnie che si occupano di sicurezza hanno deciso di combattere.

E’ nata così Etna (non c’entra con il vulcano), ma è la European Tracking Network Association, un’associazione tra le nove principali compagnie europee (ABS Network BV, Detector S.A., LoJack S.A., Tracker Detector GmbH, Tracker Network Ltd, Traquer S.A., VSR Deutschland GmbH, VSR Österreich GmbH, VSR Schweiz GmbH) con l’obiettivo di trovare il modo di interrompere questo scempio.

Per farlo hanno deciso di realizzare tre iniziative che prenderanno piede a breve nei Paesi in cui queste aziende operano (Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Germania, Polonia, Svizzera, Austria, Italia, Francia, Spagna e Portogallo), e si basano sugli ultimi ritrovati della tecnologia automotive: la radio-frequenza; il geoposizionamento basato sul segnale GPS; ed il geoposizionamento basato sul segnale GSM. L’obiettivo finale è scambiarsi informazioni automaticamente sui dati delle auto rubate e, attraverso l’istituzione del Centro di Comando Europeo di Sorveglianza, cercare di recuperarle il prima possibile. Il fine ultimo è chiaramente quello di scoraggiare i ladri di auto che tentano di fare i furbi.

Ciò è possibile grazie ai sistemi di tracciamento, praticamente impossibili da eliminare anche su un’auto rubata, i quali hanno permesso nell’ultimo anno di recuperare il 90% delle auto che montavano uno di questi allarmi, in particolar modo in Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania che sono i Paesi più colpiti dai furti. Vedremo se così si riuscirà a sanare questa piaga.

Photo Credits | Thinkstock

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